Abbigliamento sportivo: tessuti hi-tech innovativi per prestazioni e sicurezza

In ogni disciplina sportiva le prestazioni individuali si stanno avvicinando sempre più al limite umano, il che comporta un sempre maggiore stress del corpo degli atleti e degli strumenti a loro disposizione. Conoscere la composizione e le caratteristiche tecniche, in un momento storico in cui un decimo di secondo fa la differenza tra una vittoria e una sconfitta, e nei casi più estremi tra la vita e la morte, è fondamentale per scegliere consapevolmente i tessuti da indossare. In questo articolo affronteremo proprio l’evoluzione dei tessuti nello sport, soffermandoci sulle novità in tema di prestazioni e di sicurezza, e dedicheremo uno spazio a sé agli sport in cui abbiamo notato i miglioramenti più importanti. Iniziamo col fare chiarezza sui diversi tipi di materiali tecnici utilizzati nello sport.

I materiali per l’abbigliamento sportivo

I materiali per l’abbigliamento sportivo sono appositamente studiati per garantire vestibilità e confort. I tessuti tecnici devono permettere la traspirazione della pelle ma allo stesso tempo mantenere costante la temperatura corporea: in inverno, isolando; in estate, permettendo lo scambio termico con l’ambiente esterno. I tessuti tecnici, inoltre, inoltre permettono un’ampia gamma di movimenti grazie all’elasticità e non irritano la pelle. In ambito sportivo, vengono impiegate fibre naturali (cotone), artificiali (viscosa) e sintetiche (poliestere, poliuretano, nylon, ecc.). Le fibre sintetiche sono utilizzate in misura crescente soprattutto per la loro versatilità, poiché è possibile conferire ai capi d’abbigliamento caratteristiche adeguate alle varie esigenze e applicazioni. Inoltre, consentono utilizzi e performance che le fibre tradizionali non potrebbero eguagliare. In particolare le fibre sintetiche vengono preferite rispetto alle altre per le loro caratteristiche:

  • Capacità di scambio termico: asciugano in fretta, evitando attriti sulla pelle che causerebbero irritazioni. Il sudore non viene catturato dal tessuto ma evapora;
  • Durano nel tempo. Non si allargano con il tempo, non infeltriscono e non fanno “pilling” (antiestetici pallini presenti sui maglioni invernali o sulle magliette di cotone un po’ datate);
  • Seguono i movimenti del corpo. Grazie all’intrinseca elasticità delle fibre, i tessuti sintetici si adattano al corpo, sono robusti e permettono grande libertà meccanica.

Tali peculiarità sono ottenibili intervenendo principalmente sul procedimento di lavorazione del prodotto desiderato.

Quando si parla di Microfibra, invece, non ci si riferisce a una fibra o un materiale in particolare. Questo termine indica, infatti, una caratteristica del tessuto, ovvero la finezza del filo. Per legge, sulle etichette dei capi non si può indicare solo “microfibra”, ma è obbligatorio indicare il polimero nel quale è fatta (per esempio “100% poliestere”).

Naturalmente, in base all’attività fisica svolta, la qualità del prodotto deve andare di pari passo con comodità, stile e robustezza. Per ottenere un rendimento ottimale si utilizzano, per la creazione dei tessuti destinati all’abbigliamento sportivo, tecnologie innovative spesso trasposte da altri campi. Per le attività sportive che si svolgono in condizioni climatiche particolari esistono tessuti con applicazioni di termoregolazione in grado di assorbire il calore che si sviluppa nel corso dell’attività fisica e di emanarlo in caso di raffreddamento. Se invece lo sport è praticato in acqua o in ambienti con elevata umidità, per rendere un capo di abbigliamento impermeabile, i tessuti vengono migliorati con l’uso del Teflon, materiale isolante che forma una sorta di barriera invisibile su ogni fibra del tessuto, ostacolando l’assorbimento dei liquidi. Come se ne può facilmente dedurre, ogni sport necessita di abbigliamento e tessuti specifici.

Abbigliamento hi tech Running e jogging

La corsa si pratica anche in condizioni ambientali e climatiche non favorevoli e molto variabili. Se ci si espone a un caldo eccessivo la biancheria intima normalmente è di spugna, cotone o di un materiale sintetico doppio strato non assorbente (solitamente i tessuti preferiti dagli atleti sono il Fit Dry, il Cooldry, e il Climacool). L’abbigliamento da running invernale deve invece consentire al corpo di mantenere la temperatura e permettere nel contempo la traspirazione. I tessuti di tute e giubbini per proteggere da vento e pioggia devono quindi essere impermeabili e traspiranti. Per questo sono molto usati calzamaglia, berretto, scalda collo e guanti, il tutto in lana assorbente oppure in pile, che non ha potere assorbente ma possiede ottime proprietà isolanti. Le scarpe, anche se traspiranti, devono proteggere il piede dal freddo. Se l’acqua e l’umidità sono intensi è indispensabile una cerata o il k-way, anche smanicati e forati nella zona dorso per agevolare l’evaporazione del sudore e proteggere il corpo dalla dispersione termica.

Moda e innovazione nel ciclismo

Anche in questo caso la tenuta sportiva deve tenere conto delle condizioni climatiche. Per la produzione delle maglie tecniche a manica corta o lunga, body, manicotti e giubbini è molto utilizzato il poliestere al 100% o con percentuali variabili di elastam e Lycra, per conferire aderenza, comfort e traspirabilità. Per i giubbotti invernali i materiali devono assicurare un certo isolamento termico e protezione dal vento, per questo vengono realizzati principalmente in nylon e poliuterano.

Tessuti per sci e sport invernali

I tessuti termoisolanti devono coniugare protezione, comfort e libertà di movimento. Giacconi e tute sono fabbricati soprattutto in poliammide (nylon) o in GoreTex, materiali leggeri, in grado di difendere dal freddo più estremo, consentendo allo stesso tempo una buona traspirazione. Il Durastretch è invece impiegato nella produzione di pantaloni e tute perché confortevole, leggero, ma molto resistente a strappi e abrasioni. Immancabili nell’abbigliamento invernale sono i capi in Polarlite, tessuto che unisce leggerezza, morbidezza e una straordinaria capacità di isolamento termico. Il materiale Windstopper, come suggerisce il termine stesso, abbatte il raffreddamento corporeo causato dalle raffiche di vento.

Fibre e versatilità nel nuoto

Nel corso delle ultime competizioni sportive di alto livello è stato evidenziato come i costumi debbano essere una seconda pelle e aderire perfettamente al corpo. I tessuti principalmente utilizzati anche in questo sport sono la poliammide e l’elastan che, mescolati in percentuali variabili nella produzione dei costumi, assumono denominazioni diversificate e complesse. Per proteggere la testa dal cloro è prassi indossare una cuffia al silicone.

Hi tech nel settore motori e sicurezza

Per gli sport più estremi è stato concepito abiti per le emergenze, che contengono all’interno uno strato ignifugo, lavabile e riutilizzabile, con elettrodi per il monitoraggio dei parametri vitali, e all’esterno una giacca con sensori per rilevare i parametri ambientali..
Per esempio, nelle corse automobilistiche i piloti indossano tute ignifughe e biancheria speciale, che in caso di incendio concedono loro il tempo per abbandonare il veicolo senza danni. A causa del caldo, però, un pilota di Formula 1 può perdere anche 5 chili per gara. È necessario perciò un abbigliamento in grado di alleviare questo stress. Ispirati alle mute dei subacquei, che lasciano entrare acqua che a contatto col corpo si riscalda e impedisce che la persona perda altro calore, nel nostro caso, sussistendo il problema contrario, si è data all’aria la possibilità di circolare sotto la tuta per dissipare il calore del corpo. Sono state individuate le aree corporee che si riscaldano maggiormente, diverse a seconda della competizione.

Usando il tessuto ignifugo Nomex sono state create strutture tridimensionali che permettono la circolazione dell’aria che fa traspirare il calore, e funge da isolante. Importanti anche le scarpe, che devono proteggere il piede dal calore (la pedaliera di un’auto da rally può raggiungere i 90°C), consentire rapidi movimenti e mantenere la sensibilità. Per questo sono esistono suole formate da strati di diversi materiali, al fine di sommare le varie proprietà necessarie. Ma che succede quando invece serve protezione contro un urto? È un problema particolarmente sentito dai motociclisti, a favore dei quali è stato progettato un airbag indossabile, capace di gonfiarsi entro 80 millisecondi, e allo stesso tempo sufficientemente comodo da poterlo indossare sempre.

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